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Fernanda Wittgens: l’impegno per salvare arte e vite umane

Stasera su Rai 1 andrà in onda in prima serata il film per la televisione Fernanda. Si tratta della storia di Fernanda Wittgens, che nel corso della sua vita è riuscita a diventare ispettrice di Brera.

La sua storia è molto interessante e colpisce soprattutto per l’impegno che la donna riuscì a mettere non solo nel salvare alcune opere artistiche che sarebbero andate distrutte durante la dittatura fascista, ma anche nell’aiutare alcuni ebrei a passare i confini italiani e a mettersi in salvo in Svizzera.

Il ruolo ricoperto da Fernanda Wittgens

Fernanda Wittgens è nata a Milano il 3 aprile del 1903. Il padre era un professore di lettere di origine svizzera. Anche la figlia si è laureata in Lettere presso l’Accademia di Milano, presentando una tesi molto interessante sulla storia dell’arte.

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Successivamente si dedicò all’insegnamento, infatti cominciò ad insegnare proprio storia dell’arte in alcuni licei del capoluogo lombardo. Sotto la guida di Ettore Modigliani, a partire dal 1933, le fu attribuito il ruolo di ispettrice di Brera. A quell’epoca Modigliani era direttore e sovrintendente delle gallerie artistiche della regione Lombardia.

Ma ancora un episodio piuttosto scottante avrebbe interessato la vita di Modigliani, perché nel 1935 è stato imprigionato con l’accusa di essere antifascista. Nel 1941, mediante un concorso, Fernanda Wittgens riuscì a diventare direttrice della Pinacoteca di Brera.

L’operato di Fernanda Wittgens

Era l’epoca appunto del fascismo e del nazismo e alcune opere d’arte rischiavano di essere distrutte dai bombardamenti. Il ruolo della donna fu molto puntuale in questo, perché si oppose a queste distruzioni, riuscendo a mettere in salvo alcune opere artistiche che altrimenti non sarebbero giunte fino a noi.

Ma Fernanda ebbe anche altri meriti, perché aiuto alcuni ebrei perseguitati, permettendo loro la fuga oltre i confini italiani. Per le sue azioni nel 1944 è stata condannata a quattro anni di carcere, ma poi fu liberata, e dopo la fine del fascismo ebbe l’occasione di lavorare di nuovo con Modigliani, che era stato reintegrato nel suo ruolo.

Fernanda Wittgens e Modigliani si impegnarono per far ricostruire la Pinacoteca di Brera, che fu riaperta nel 1950. Fernanda Wittgens ebbe l’incarico di soprintendente alle Gallerie della Lombardia e riuscì anche ad ottenere le autorizzazioni per far ricostruire anche alcuni musei importanti, come il Poldi Pezzoli.

Ottenne diversi riconoscimenti, fra cui la medaglia d’oro del Presidente della Repubblica, e fu nominata Cavaliere Ufficiale. È morta l’11 luglio del 1957 a Milano. Il ruolo della protagonista nel film è interpretato dall’attrice Matilde Gioli.

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Gianluca Rini

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