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Le Iene, Leandro Emede: “la garanzia per persone come me e mio marito Nicolò non è una priorità”

Leandro Emede, regista e montatore argentino di videoclip e film documentari musicali, in un lungo monologo a Le Iene affronta nella puntata di questa sera (28 marzo 2023) una tematica spinosa: l’adozione da parte di genitori omosessuali.

Chi è Emede?

Emede ha studiato graphic design e produzione cinematografica musicale alla Scuola di Arti Cinematografiche della University of Southern California di Los Angeles.

Ha lavorato tra il 2006 e il 2010 nello studio La Sterpaia di Oliviero Toscani come responsabile del dipartimento video. Successivamente, ha fondato a Milano con Nicolò Cerioni lo studio Sugarkane, specializzato in produzione video musicale come videoclip, film, DVD live, ed attivo anche nel mondo dell’editoria e della moda.

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Tra i suoi lavori più importanti si trovano documentari musicali e pubblicità di moda. In particolare, il documentario In questa notte fantastica, film-concerto dedicato al tour Backup Tour – Lorenzo negli stadi 2013 di Jovanotti e co-diretto con Cerioni.

Nel 2020 Emede ha diretto il cortometraggio Building Dialogues per Emporio Armani nello spazio Armani Silos, sede espositiva del marchio, in collaborazione con il produttore musicale Frédéric Sanchez e un vasto cast di attori, modelli e ballerini.

Il monologo a Le Iene

Un fiume in piena Leandro Emede. Con parole precise analizza una tematica complessa: “Il matrimonio egualitario non è una priorità. La garanzia per persone come me e mio marito Nicolò di crescere dei nostri figli di una famiglia legittimata come tutte le altre no neanche questa è una priorità”

“Non è mai una priorità discutere dei nostri diritti ma lo diventa improvvisamente quando quei diritti qualcuno li ottiene perché qualcun altro con molto coraggio li riconosce e allora sì che diventa una priorità”

“Diventa una priorità negarli quanto successo nelle scuole in queste settimane. E’ un fatto gravissimo, è una scelta ideologica, un calcolo politico. I nostri figli sono stati privati dei loro diritti del diritto ad avere una famiglia”

“Se vuole ridurli a figli di un Dio minore, di un amore minore se non sbagliato”;  “Si prospetta la stepchild adoption cioè l’adozione del figlio biologico del coniuge come una panacea di tutti i mali: ci sentiamo dire accontentatevi cosa volete di più?”

“noi vogliamo solamente una corretta trascrizione anagrafica per i nostri figli, la garanzia per loro di poterli crescere in una famiglia riconosciuta, una garanzia che oggi c’è in quasi tutti i paesi dell’unione europea”

Conclude: “Loro sono e noi siamo cittadini italiani e vogliamo che c’è riconosciuta la stessa dignità di tutti gli altri. Non lo dico io, non lo diciamo noi: lo dice la nostra Costituzione”

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Maria Luisa Landi

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