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Ulisse – Il piacere della scoperta: come ha fatto a sopravvivere Otto, padre di Anna Frank?

La  puntata dedicata alla storia di Anna Frank riesce a catturare sempre. Le speranze e la gioia vista agli occhi di una semplice ragazzina che ha raccontato in modo commovente quegli ultimi momenti di gioia della vita.

Alberto Angela ci fa addentrare nelle camere in cui ha vissuto e ha coltivato il sogno di studiare e diventare una scrittrice. Luoghi simbolici che testimoniano le sue aspirazioni e i suoi desideri.

Le parole scritte nel suo diario sono diventate una testimonianza importante. Un emblema dell’infanzia rubata a causa della tragica fine di Anna Frank durante l’Olocausto. La sua voce, attraverso il diario, è sopravvissuta e continua a ispirare e commuovere le persone di tutto il mondo, diventando un potente richiamo per la memoria storica e per l’importanza di combattere l’odio e l’intolleranza.

Otto Frank unico superstite

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Otto Frank, il padre di Anna Frank, è l’unico membro della famiglia Frank che è sopravvissuto alla Seconda guerra mondiale e all’Olocausto. Dopo essere stati scoperti nel nascondiglio segreto ad Amsterdam nel 1944, la famiglia Frank e gli altri occupanti furono arrestati e deportati dai nazisti.

L”unico sopravvissuto tra i membri della famiglia Frank. Dopo la sua liberazione dai campi di concentramento alleati alla fine della guerra, tornò ad Amsterdam e venne a sapere della morte di sua moglie Edith e delle sue due figlie, Margot e Anne, nei campi di concentramento nazisti.

Il padre decise di onorare la memoria delle sue figlie e pubblicò il diario di Anna Frank, che aveva trovato nel nascondiglio dopo la loro deportazione. Le memorie di Anna furono un successo letterario internazionale e rimane uno dei libri più importanti e letti al mondo.

Avanti con dignità

Otto Frank trascorse il resto della sua vita difendendo i valori di tolleranza, comprensione e pace, e contribuì a preservare la memoria dell’Olocausto e della sua famiglia attraverso il Museo Anne Frank ad Amsterdam, dedicato a sua figlia Anne.  Un dolore devastante portato con dignità. Una famiglia che desiderava il proprio posto nella società. Morì nel 1980 a Basilea, in Svizzera, ma il suo impegno nel diffondere il messaggio di speranza e tolleranza della figlia Anna continua a vivere attraverso il lavoro del museo e la lettura del Diario di Anne Frank

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Elisa Mantovani

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